Sauvignon Friulano Caratteristiche e Abbinamento con il Cibo

I friulani lo considerano nato e cresciuto in Friuli. In realtà la sua storia in questa terra è relativamente recente, documentata a partire dagli anni ’80 del XIX° secolo. Quando i vigneti furono distrutti dall’attacco di parassiti e funghi, i possidenti friulani fecero arrivare da altri paesi europei varietà adatte a una produzione di qualità. Tra queste vi era il Sauvignon, che transitò dalla regione francese di Bordeaux sino in Friuli.

Le caratteristiche del Sauvignon friulano

Vendemmiato pienamente maturo e vinificato in acciaio, il Sauvignon esprime una aromaticità esotica. Si riconoscono, infatti, il pompelmo, il cedro, il melone, l’ananas. A conferire maggiore complessità la sensazione sapida dei sali minerali. Di colore giallo tenue, il sapore si rivela finemente aromatico, delicato, quasi carezzevole. Diversamente, se si tratta di Sauvignon dall’espressione “verde” e un po’ uniforme, potrà incontrare con soddisfazione ricette in cui si siano utilizzati i peperoni.

L’abbinamento del Sauvignon con il Cibo

Perché alcuni abbinamenti funzionano? Abbiamo provato a rispondere a questa domanda attraverso alcune esempi pratici e facili da replicare.

Abbinamento Sauvignon friulano

Un antipasto freddo come l’insalata russa, in cui vi entrano verdure cotte e una salsa a base d’uovo, ha bisogno di vini polposi, ricchi e delicatamente aromatici come il Sauvignon elaborato in acciaio. L’uovo smorza la sensazione pungente del limone o dell’aceto, utilizzati come ingredienti della salsa, evitando che entrino in competizione con il vino.

Le acciughe diliscate, alternate a pomodoro appena scottato sino a formare più strati e terminare con una miscela di aglio tritato, pane grattugiato sale e olio, meritano l’attenzione di un vino bianco vigoroso, rotondo come il Sauvignon per assorbire il sapore abbastanza deciso e l’aromaticità dell’acciuga.

Gli gnocchi cosparsi di uno strato di ricotta affumicata e conditi con burro fuso possono incontrare felicemente il Sauvignon. Da soddisfazione al palato anche abbinato al risotto agli ortaggi in cui siano state utilizzate carote, melanzane, pomodori, peperoni gialli e rossi. L’acidità del vino risolve la parte grassa della mantecatura del riso senza sovrastare l’aroma del piatto. Un altro connubio gratificante è con ravioli ripieni di ricotta e erbette di campo.

Seguendo la tradizione francese, i latticini freschi di capra sono ben disposti verso un vino bianco che ha grinta e mineralità sufficiente a incontrare la tipica pungenza del formaggio caprino. Il nostro consiglio è di provarlo su un crostino di pane biologico profumato dalla buccia grattugiata del limone, qualche oliva taggiasca e tenere foglioline di basilico o su carne di maiale accompagnata a una salsa cremosa di formaggio caprino fresco.

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Maria Cristina Pugnetti