Valerio Civa parla agli studenti dell'Università di Udine - Tenimenti Civa

L’intervento di Valerio Civa all’Università di Udine

“Le responsabilità civile e sociale sono valori che non dovrete mai trascurare nella vita. Qualunque sarà il vostro progetto imprenditoriale, non fate che prevalgano solo logiche di profitto. Siamo tutti parte di questa società e come tali abbiamo il dovere di contribuire al suo sviluppo equilibrato”.

Sono queste le parole con le quali Valerio Civa si è rivolto, alcuni giorni fa, ai ragazzi del primo e secondo anno del corso di Laurea in Economia Aziendale dell’Università di Udine, accogliendo l’invito del Professor Andrea Cafarelli a tenere una testimonianza nell’ambito del corso di Storia dell’Impresa.

“Diventare imprenditore – ha affermato – richiede una formazione continua. Ho sempre dedicato molto tempo all’apprendimento: dalla laurea in economia, all’esperienza all’estero, sino al recente impegno per conseguire la qualifica di imprenditore agricolo. Lo stage post laurea in Francia mi ha permesso di capire ciò che accadeva nella grande distribuzione. Sulla spinta di quell’esperienza e grazie a un’analisi della realtà italiana, era chiaro che la distribuzione moderna poteva diventare l’attore principale del mercato italiano per il settore del vino di qualità”.

Con Effeci, l’azienda fondata più di venticinque anni fa, è stato realizzato un progetto imprenditoriale di consulenza e sviluppo di prodotto per le aziende vitivinicole e per la distribuzione moderna.

In quegli anni, il mercato del vino si stava orientando dallo sfuso alla bottiglia di qualità, venduta esclusivamente attraverso il canale horeca. Al contempo, la grande distribuzione dava vita a corner dedicati, poiché offrire vini di qualità rafforzava la percezione positiva d’immagine.

La corretta lettura di questo nuovo scenario ha portato Valerio Civa a selezionare vini di qualità da proporre alla distribuzione moderna. Il suo percorso di imprenditore ha inizio come grossista, poi distributore con esclusiva di determinate aziende per la grande distribuzione, realizzando anche etichette dedicate, sino a diventare produttore nel 2016 con l’azienda agricola Tenimenti Civa, nei Colli Orientali del Friuli.

L’azienda friulana, che conta circa 55 ettari vitati, erano 20 all’inizio dell’attività e saranno 80 in un prossimo futuro, è nata per realizzare due importanti progetti frutto di analisi accurate e pianificazione di obiettivi quantitativi e qualitativi da raggiungere.

Un Progetto è dedicato alla Ribolla Gialla, vitigno autoctono che in Friuli ha una storia importante e che, come pochi altri, si presta a dare vini di tipologie diverse: fermi, frizzanti e spumanti; l’altro è un Progetto Agricolo di Qualità rivolto alla grande distribuzione e battezzato col nome di “Alta Qualità nel Carrello”. L’obiettivo è il raggiungimento di 10 milioni di bottiglie nel 2025 che andrà di pari passo con il mantenimento di standard qualitativi importanti.

Valerio Civa in facoltà di Economia Aziendale all'Università di Udine - Tenimenti Civa

“Il futuro del vino – ha sottolineato Valerio Civa – ha davanti a sé alcune opportunità e strategie da mettere in atto:

  • Ogni decisione imprenditoriale deve essere presa nel rispetto dell’ambiente e del consumatore finale, perché fare agricoltura vuol dire uso di prodotti chimici (diserbanti, fitofarmaci…) che è in netto contrasto con quel “rispetto”. La sostenibilità ambientale deve quindi tradursi in una valutazione di quali prodotti possono essere utilizzati e quali no.
  • Allevare i vitigni autoctoni significa non venir meno alle tradizioni del territorio. In questo progetto, abbiamo coinvolto piccoli produttori dei Colli Orientali del Friuli che conferiscono all’azienda il frutto del loro lavoro. Un processo di crescita congiunta di incremento della qualità.
  • Tutti i passaggi della filiera di produzione, dalla raccolta dell’uva sino all’ottenimento del vino, devono essere tracciabili per rispondere alle richieste di conoscenza e trasparenza del consumatore. La cantina realizzata nel 2018 può essere definita “4.0” poiché anche da un semplice smartphone siamo in grado di conoscere nel dettaglio tutto il percorso del vino.
  • L’innovazione rappresenta un elemento fondamentale per competere nei mercati. Ben vengano le nuove tecnologie per soddisfare le esigenze dei consumatori, ma siamo convinti che l’innovazione deve essere attuata prestando ascolto a coloro che sono i migliori custodi della tradizione, cioè chi lavora la terra e le vigne.”

Tutte le azioni messe in atto richiedono evidentemente una organizzazione delle risorse economiche, finanziarie e umane.

Quest’ultime – ha commentato Valerio Civa – vanno adeguatamente preparate e favorite nell’evoluzione professionale.

Attrarre e gestire i talenti richiede di regalare loro un sogno, un percorso di crescita in un team capace di fare squadra. È compito dell’imprenditore manager preparare la propria azienda a rimanere in piedi anche senza la sua guida.”

 

Maria Cristina Pugnetti