Refosco dal Peduncolo Rosso

Biele Zôe Cuvée 85 15

LA STORIA

Nell’800 erano numerosi i vitigni che andavano sotto il nome Refosco grazie al gran prestigio di cui godeva il vino così denominato. Tanto che persino un vitigno proveniente dall’Ungheria fu battezzato “Refosco ungherese”. Il nome Refosco dal peduncolo rosso emerge nel 1863 quando a Udine si tenne una “Mostra d’uve”. Prima di quella data con probabilità si nascondeva sotto la dicitura Refoschino, nome col quale è ancora noto in qualche paese del Friuli. Le malattie parassitarie che comparvero in Friuli a partire dalla metà ‘800 decimarono moltissime varietà, tra cui il Refosco dal peduncolo rosso. Negli anni Sessanta e Settanta del ‘900 il Refosco dal peduncolo rosso era pressoché scomparso, ritenuto non degno d’attenzione per quelle sue caratteristiche d’essere poco produttivo e tardivo nell’iniziare a fruttificare. Oggi, per fortuna, il Refosco dal peduncolo rosso, ma anche il Refosco Nostrano, è parte dell’eccellenza vitivinicola del Friuli Venezia Giulia.

(Costantini Enos, Mattaloni Claudio, Petrussi Carlo, La vite nella storia e nella cultura del Friuli, Forum Edizioni, 2007.)

Vitigno

refosco dal peduncolo rosso

Suolo

terreni caratterizzati dalla presenza di Flysch di Marne e Arenarie di origine eocenica, localmente chiamati "Ponca"

Esposizione

sud / sud – ovest

Metodi di difesa

difesa fitosanitaria integrata ad impatto ambientale controllato

Degustazione

rosso rubino con riflessi porpora. Naso fresco e fruttato, ciliegie amare, sottobosco, violetta, lamponi e more mature, confettura di amarene. Al palato è intenso e di facile beva, finale con tannini morbidi, sapido e speziato, con un retrogusto tipico varietale di chiodi di garofano e grafite

Temperatura di servizio

15°C

Gradazione alcolica

13% Vol. c.a.

Scarica scheda tecnica (italiano)

prima decade di Ottobre, a mano e a macchina, nelle ore più fresche della giornata

macerazione pre-fermentativa a freddo (10°-15°C). Dopo alcuni giorni si scalda la massa e si attiva la fermentazione alcolica in vasche d’acciaio, a temperatura controllata per circa due settimane. Durante questo periodo si attuano rimontaggi giornalieri per favorire la cessione delle sostanze presenti nella buccia dell’uva

dopo la fermentazione il vino viene affinato per circa 5 mesi in botti di acciaio, nel pieno rispetto degli aromi primari del vitigno

vino di medio corpo, adatto anche a tutto pasto dall’aperitivo ai primi piatti con ragù di carne, a secondi piatti di cacciagione, grazie alla sua speziatura